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E quel passato che ho vissuto un giorno

19 aprile 1990
E quel passato che ho vissuto un giorno,
mentre guardavo l’Arno e poetavo…,
mentre l’incanto era in me profondo,
mi facea descrivere ogni mondo…

Ero in Firenze un uomo, uno studioso
di quell’arte chiamata poesia,
ed ispirato scrissi poi quei canti
della Commedia mia.

Oh voi! viandanti della terra,
amici d’un tempo al mio lontano,
voi che un poco studiaste sui miei libri,
torno a voi e vi narro una ballata

del Paradiso, ove spazio non vale,
ove tempo non è, ma solo gaudio
mentre sappressa un Angelo che ha ale
brillanti e occhi che paiono d’argento.

Il Paradiso è un infinito incanto,
che mente umana immaginar non pole.
E’ vento, è luce, è Dio
che ci sta accanto!

Io son giunto là con gran passare.
E, finalmente aperta quella porta,
là ove tutto trovi e tutto vale,
poiché l’Eterno ha ampie eco e suoni …

Amici che viaggiate verso il Cielo,
passanti dalla terra per le prove,
rinnovello a voi i miei pensieri,
e vi narro d’una Vita nuova.
Nouva ed eterna.

Questo è l’Infinito,
ove tempo non è, spazio non vale
e Dio che è Luce, Amore e Vita
a noi s’appressa penetrando l’alma.

Essi son là, v’attendon beati,
ché Dio l’ha posti in alto per l’amore
che in terra hanno vissuto
i cari amati.

Son essi a prepararvi il futuro,
ove tempo non è, spazio non vale;
e tutto è Luce e lo Spirito puro
respira, vive, la gioia non ha eguale.

Il Paradiso è l’Infinito incanto,
che mente umana immaginar non pole,
e tutto è realtà,
è sogno, è canto.
Dante Alighieri
PS – Parlar in semplicità e amore poco ci costa.
Dio ci dà le ali per giunger fino a voi, che,
passeggeri della buia terra, vivete la speranza.
Son qui, con voi, in questa stessa stanza,
invisibile presente, amico antico di quel passato;
e sono rimasto vivo per chi ama poetare e poi vi è amico.
Per quel che io scrissi mi son fatto amare…