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Maria Valtorta

Maria Valtorta

20 marzo 1974

Nominata e pensata da voi sono scesa chiamata dal pensiero vostro. Tanto si parlò di me e io a te parlo Giuliana, poiché tu vivi in modo simile al mio modo di vivere in terra ascoltando il cielo. Sono Maria, la donna che per anni paralizzata, e spesso aspra scrisse libri dettati e ispirati su Gesù Nostro! E’ grande responsabilità ciò che tu hai avuto in dono, ma grande gioia poiché noi che ‘vediamo’ sappiamo con certezza la verità.

Tu che spesso parli col padre Gabriele fagli un saluto e un ringraziamento da parte mia.

Egli ti sarà utile nel rafforzare la tua fede in te, io ti capisco, che chi vive certe esperienze è più dubbioso di chi ad essi vive accanto.

Tu sei dopo di me, i tuoi scritti dovranno essere letti da molti come ora vengono letti i miei; non tutti hanno di codesti interessi ma coloro che di queste cose vivono sono e saranno i più felici.

Ho potuto a te venire per divina permissione, io ti capisco e vedo in te, sei donna e soprattutto madre in dolore mentre io ebbi dolore di materia. Dio parla ai dolenti che elegge a sue vie perché altri lo conoscano meglio.

E ogni via del Signore è diversa nel manifestarsi poiché Dio non si ripete.

Io che so, ti sarò di guida e consiglio, tuo figlio è un angelo di Dio che tutti voi protegge e vi ha date grandi prove della sua gloria e della sua protezione.

Ti sono amica, siimi amica noi, due donne diverse per modo di vivere ma simili perché toccate da un grande destino. Siete pochi in terra di veri veggenti o meglio carismatici puri, scevri da suggestione o esasperato misticismo.

Dio sceglie chi vuole ma da chi sceglie, vuole un sacrificio e per te ha scelto il dolore materno come per me tanto male e tormento, a me tutto ha reso e a te tutto renderà.

Sii sempre degna del tuo compito e non scordare chi come te ha avuti dubbi e timori ma ha con Dio comunicato, io ti mando un abbraccio, io Maria il piccolo Giovanni di Gesù, una tua nuova amica che tanto ti comprende.

Maria Valtorta

23 marzo 1974

Sono Maria, scesa a te con tanta simpatia e comprensione.

Io ebbi dubbi e timori ma vedendo e udendo ho potuto capire che la verità era al di fuori di me e mi si mostrava in pensieri dettati e ispirati in visione.

Qualche mio scritto è mio poiché a volte il mio pensiero che era forte si poneva tra i grandi pensieri non miei, ma la mia opera fu quasi totalmente opera dettata da Gesù, l’uomo Dio, la meraviglia. Le sue parole sono sue, esatte le descrizioni, esatta Maria in tutta quella sua bellezza che non potete umanamente immaginare.

E che dire del volto di Gesù che ora vedo in realtà e in terra vidi in chiara visione.

E’ il vero volto dell’uomo Dio.

Padre Gabriele mi conosce, ha studiato le parole che Gesù mi ispirò, conosce Maria anche attraverso me, gli sono molto grata e lo prego di parlare ancora poiché Gesù mi ha dettate le sue parole perché molti le conoscano. Le cose di Gesù e di Maria devono sempre andare avanti. Dal mio mondo di bellezza, so che per i terreni la fede è tutto poiché è l’unico scopo della vita, raggiungere Dio.

In terra io fui una donna spesso dura in apparenza, malata, ma fu la mia fede a farmi chiedere qualcosa per lo spirito e il mio spirito ebbe quella grande cosa che fu l’aiuto di Gesù uomo Dio.

Udivo in me la sua voce che mi chiamava “mio piccolo Giovanni” e quando mi dettava le sue parole non ero già più della terra. Tu Giuliana comprendi perché vivi la stessa mia esperienza e sai quanto ti stacchi da tutto quello che ti circonda quando odi le voci!

Tu odi tutte le voci perché la parte più viva della tua anima è già fuori dalla terra, già eterna divenuta eterna dal dolore ha seguito Armando, e tu in questi momenti in cui odi vivi già nella verità e tutto dinnanzi a te aperto.

Scrivi, aiutatela, divulgate gli scritti, è importante.

Le anime hanno sete di fede, la fede è il perno delle anime, senza fede ognuno è nessuno.

Padre Gabriele, grazie di pensarmi migliore di quanto sono stata, spesso mi sentivo insofferente, ma Gesù mi è venuto in aiuto col suo pensiero e il suo volto.

Mi ha mostrata la verità.

Vedi, la mia abitudine a usare la penna ancora da cielo a terra, mi rende prolissa ma sono felice di comunicare con voi tutti, vi mando un mazzo di fiori fatto con i miei più affettuosi pensieri.

Maria Valtorta

piccolo Giovanni di Dio

26 marzo 1974 ore !6

Amica cara e gentile, sono Maria che vengo in amicizia a parlare alla tua anima.

Molto si parla di me in questi tempi terreni, molti hanno certezza che fosse, che poi è, Gesù a dettare i miei scritti. Tuttavia in varie parti della mia opera che è poi opera di Dio, dell’uomo Dio, qualche cosa di me traspare poiché sono stata creatura umana e donna di studi e di forte personalità.

Ciò che Gesù ha dettato è di Gesù come lo sono sempre i tuoi scritti, tu siine certa, tu parli per voce spirituale di altri mai sei tu. La tua testolina non formula pensieri mistici, poiché il tuo carattere non è mistico, ne tu sei religiosa nel modo più ortodosso ma lo sei nelle tue azioni.

Rispondo a padre Gabriele, colui che ho amato di più come sacerdote e penso che egli conservi ancora i miei scritti. Grande e fervida mente! In questi vostri tempi avrà da sostenere battaglie! Egli lo fa come sempre in silenzio e in serenità apparente.

Padre Gabriele mai fu verso di me diffidente, egli ha sempre compreso mentre padre Migliorini e padre Alberti furono spesso per me esaminatori. Così io col mio carattere aspro reagivo trattandoli forse troppo male.

Tu Giuliana comprendi che chi già vive nel dubbio è turbato dai dubbiosi e ne prova un senso come se questi non avessero fiducia o peggio, come si fosse considerati visionari e bugiardi!

Mentre la fiducia di chi più esperto di noi è ci fa stare serene.

Grande cosa ci ha donato Dio attraverso il dolore.

Il dolore non ha graduatorie, ognuno ha il suo ed è premio, è prova che santifica e spiritualizza e più è grande più Dio lo compensa già in terra con cose che altri non hanno.

Noi, i canali di Dio!

26 marzo 1974

Né siamo sante, siamo donne normali dal dolore fatte pure, ma se per me si vorrà la beatificazione sia! Sarà gloria per me anche nei cieli ma soprattutto sarò più nota in terra e verranno letti i miei scritti che opereranno conversioni. Questo volle l’uomo di Dio Gesù quando mi dettava, quando mi appariva!

E il dolce volto di Maria!

Padre Gabriele, piange amare lacrime!

Ella è così come mi apparve in visione, bellissima di quella bellezza che è più di spirito che di materia.

Giusto, poiché eterno è lo spirito!

Ancora mi lascio prendere la mano a scrivere! La mia vita fu per questo.

Vengo a te con gioia, a parlare a rispondere e a confermare.

A Dio! La ci conosceremo meglio, a te ancora tornerò.

Un abbraccio dalla tua sorella in Dio

Maria

31 marzo 1974

Mia cara

Sono io Maria che parlo

A te, e a padre Gabriele che mi conobbe e comprese.

Eccomi a spiegare perché io insofferente a volte attribuivo intenzioni diverse a qualcuno.

Fu così con padre Migliorini e ora da qui tutto gli riconosco!

Il bene e la pazienza che pur ne ebbe, spesso io li vedevo come diffidenza nei riguardi di ciò che scrivevo, così ero aspra con lui come lo fui con padre Berti.

Padre Berti mi fu più giudice e ora comprendo che di fronte a certe cose proprio i sacerdoti devono essere i più diffidenti anche per la conoscenza che hanno molti di essi.

Perché fui aspra e nervosa e molto spesso il lato umano prevaleva in me?

Perché il carisma è un dono che non viene dato soltanto ai santi, ma anche a certe creature umanissime.

E la sofferenza rende a volte aspri e cattivi come fui io in certi miei scritti.

Padre Gabriele caro io ora attraverso Giuliana scrivo ancora, perché ciò che mi sta a cuore è quello che volle Gesù, farmi scrivere per operare conversioni e fatemi conoscere perché molti leggano!

Parlate pure di me come donna ma esaltate l’opera di Dio, dell’uomo Dio, poiché quest’intenzione egli ebbe quando mi scelse come strumento, quando mi fece quel dono che è stata la mia infermità per poi darmi tutto ciò che mi diede in grazia.

Ecco perché vi scrivo, anzi parlo attraverso un mezzo come me, umano seppure più dolce e più paziente.

Più gentile di quanto io fui ma sempre umano seppure buono e puro.

Come comprendo le tue paure e i tuoi dubbi Giuliana cara. Non averne, abbi fiducia in Dio e dopo in te, abbi confidenza e affetto in padre Gabriele, non ti do un consiglio poiché così è già,

ma ti dico ancora di essere certa di ciò che fai, tu scrivi, piccolo mezzo senza conoscenza di ciò che scrivi, sii sempre a disposizione dei grandi Spiriti!

Un abbraccio spirituale ma sentito a te, a padre Gabriele, e neppure dimentico quel mio giudice e gli chiedo venia, padre Berti, a voi tutti.

A Dio

Maria

16 aprile 1974

Ritorno a voi pensata, io il piccolo Giovanni e poiché di voi tutti molto so, vi seguo come il vostro pensiero spesso mi segue.

Così parlo a voi tutti.

Padre Gabriele quella frase che la fa pensare è esatta poiché si tratta di un certo Galeno di quei tempi, i tempi dell’uomo Dio.

Le mie lettere fanno ancora pensare padre Gabriele, ma io ero una donna aspra perché sofferente e il mio carattere fu ed è duro. Spesso fui giudicata non simpatica se non dopo essere meglio compresa.

Lorenzo*, tu hai vissuto vicino a me e lo puoi confermare. Continua a lavorare per l’uomo-Dio il nostro Gesù, sei nella verità e accetta i sacrifici e le contrarietà che questa verità ti impone, continua senza perdere il tuo coraggio, senza abbatterti. Dovresti confidare di più in Dio poiché se Egli ha voluto da te una grande cosa ti darà il modo perché tu la possa mandare avanti.

Leonardo, a te voglio molto bene e lo sai, per te ho predilezione e simpatia e quel senso di maternità che spesso dentro di me, per te sentivo.

E tu giuliana che scrivi per il mio pensiero, sei da me tanto compresa per questa tua esperienza simile alla mia.

Vi accolgo in un grande abbraccio, voi tutti uniti a me nell’amore per l’uomo Dio, ognuno di voi con un compito preciso per glorificarlo ancora.

Maria Valtorta

*Lorenzo Ferri

20 maggio 1974

Tu che leggi le parole che io ho scritte suggerite, udite, ispirate, io ti comprendo quando trovi parole che già conoscevi, già a te dettate, ecco allora ti senti più sicura.

Io, Maria, ti comprendo poiché nella mia passata vita ebbi dubbi e timori come tu hai, anche se avevo chiare visioni, tu invece scrivi sotto dettatura di creature a te vicine, presenti ma a te

invisibili. Siamo stati pochi in terra, nel corso del mondo a vedere, a sentire, ma pur sapendolo dobbiamo sempre essere umili e grate di un dono così raro.

Il mio Gesù è il tuo Gesù, è colui che parlò a me e parla a te, qualche volta con eguali parole se non letteralmente ma come senso e spirito.

Da noi si volle più che da altri, anime vittime che per avere tutto questo abbiamo dovuto rinunciare alla vita, io col mio male e tu con la sofferenza e le lacrime.

Eppure questa rinuncia a me è già stata ricompensata e a te lo sarà.

Davanti a me si snodava la storia di Gesù, l’uomo Dio bello bello come quello che tu vedi nel tuo spirito, quello sguardo che ti guarda dentro dolce e giudice nello stesso tempo, ha profondità sovrumane.

A te parlo poiché tu sei una come me e siamo state poche. Tu hai un compito simile al mio, rivelare cose d’amore, di Dio, di verità.

Leggi i miei libri, comprenderai come ho vissuto, più di spirito e di attesa che di vita terrena. Io vivevo già con Dio e tu vivi più con Dio che con gli uomini.

Noi siamo state scelte, può sembrare a caso tra altri dolenti nel corpo o nello spirito, ma nulla avviene a caso.

Ti sono amica, e ti confermo ciò che dissi a Ferri, ecco S. Pietro giace intatto e nascosto nel giardino di villa Torlonia, vicino ad alcuni ruderi, ma per adesso non si dovrà ancora trovare, adesso no, ma presto si.

Dillo al mio amico Ferri, e digli da parte mia che non si arrenda ne si scoraggi.

Anch’io non sono stata creduta con facilità, sono stata studiata e Ferri ha un compito importante, è come noi uno dei pochi anzi in questo suo compito è l’unico, io ho fatto a molti conoscere meglio Gesù, tu come me e a Ferri tocca la parte fisica, farlo conoscere fisicamente.

Si ricordi che “la Valtorta” lo aiuta dal suo mondo.

E aiuto anche te Giuliana perché so cosa provi.

Addio cara un abbraccio

la tua

Maria

1 giugno 1974

No, non mi chiami tu Giuliana ma io Maria scendo a te col pensiero.

Tu che sei legata a noi da quel filo invisibile che è la comunione degli spiriti, tu pensi e noi scendiamo.

Così è successo a me molte volte.

A te parlo in amicizia a tutti voi con affetto e voi che mi avete conosciuto noterete in me una dolcezza che non avevo certamente in terra. Qui non soffro più qui sono felice.

Padre Berti sa che il suo animo è pronto a tutto, e poi questo tutto sarebbe l’arrivare a Dio.

Io non posso ne mi è dato di farlo, dire quando sarà, ma vedo in lei e vedo che dà una buona prova della sua forza e della sua bontà e soprattutto della sua fede. Anche perché lei sa e la sua esperienza la fa comprendere e accettare.

Una mia benedizione in Dio umilmente ma con l’affetto che se pure nascosto le ho sempre portato. Io comprendo la sofferenza fisica, comprendo il dolore e lei come me sa e comprende che Dio ce li manda perché ci ama.

Tu Giuliana non sempre lo accetti ma hai imparato a comprenderlo.

Io vi mando un saluto dal mio mondo in cui vedo Gesù, vi unisco tutti in me nel mio pensiero.

il piccolo Giovanni

11 giugno 1974

Ti parla la tua amica dello spirito simile al tuo nell’essere aperta a ciò che altri non credono.

Noi, io Maria e tu cara Giuliana abbiamo avuto in dono, anzi in cambio del nostro patire una cosa che solo Dio può dare. E non è certo medianità, io dei medium ho sempre avuto terrore, ma tu che scrivi con le voci di Dio, illuminata dai grandi pensieri, medium non sei certamente, se no io mai sarei venuta nel tuo pensiero ad esprimere il mio.

Sono stata aspra certo, una donna con delusioni, difetti, spesso intollerante ma tutto questo mi è stato perdonato perché amavo Gesù e a Lui ho offerto le mie pene.

Io vedevo come fosse alla televisione tutto ciò che dio mi mostrava per me e per altri, per i tempi che verranno, tempi in cui sarà necessario avvicinare alle rivelazioni sacre quelle private e rendere note tutte le voci di dio che vengono dai canali scelti da Lui.

Vivi più di cielo che di terra Giuliana, e vorrei che tu ti mettessi in contatto con Marta, dovresti dirle quanto l’amo e quanto le sono grata.

Marta è stata la mia seconda natura, quella più dolce. Cara Marta.

Giuliana mandale le mie parole.

Ti lascio per ora, tu che leggi le mie parole e hai conosciuto la mia dura vita, mi comprendi.

Addio cara ti abbraccio

Maria

12 novembre 1974

Don Franco, sono io, Maria,

la donna che tanto scrisse in Dio e ispirata! Io che vedevo snodarsi la storia della verità, io che sentivo Gesù, comprendo coloro che lo sentono.

Un grazie, un vero grazie per quanto Lei mi ama.

Se fossero stati così quei sacerdoti che per primi mi conobbero, il mio calvario sarebbe stato più leggero.

La sofferenza in terra ci porta più in alto e allora grazie di quanto ho sofferto. Ora sono felice e vedo in realtà ciò che in visione vidi.

Le parlo attraverso una creatura molto diversa e molto simile a me. Siamo quelle scelte per uno scopo che in terra neppure bene comprendiamo.

Un’anima come la Sua, Don Franco, è qualcosa che fa sorridere Gesù, come Lo comprende bene Lei e come Lo sa amare!

Ed ecco che io mi faccio piccola e lascio a Gesù nostro la penna, la penna che prendiamo in prestito! Una fratellanza ci unisce e un amore in Dio ci unisce.

Maria Valtorta

6 dicembre 1974

Sono Maria, la donna creata per portare la Parola di Dio per i tempi vostri e per i tempi futuri.

Parlo a Don Franco attraverso te Giuliana che tanto mi comprendi.

Don Franco, eccomi a Lei, carissimo Don Franco che tanto mi ama attraverso i miei scritti.

Poiché ama Gesù così la sua storia lo affascina.

Il nostro Gesù, a Lei ha dati molti doni, lo so bene io che dal mio mondo vedo, e il nostro Gesù lo rende così vivo che tanto è simile a quello che io vedo realmente, non in visione.

Vedevo in chiara visione ogni cosa, spesso Gesù mi parlava e io trascrivevo esattamente tutto.

Ciò che vedevo descrivevo ma non fu opera mia perché mi sentivo sempre aiutata, non ero mai sola nel mio soffrire e il mio soffrire mi è stato tanto di aiuto, qui dove tutto ci viene ripagato in un modo così grande che soltanto quando si è giunti si può comprendere.

Parli di me Don Franco come di una creatura nata per raccontare la vita di Gesù agli uomini, un umile mezzo di Dio, che Dio sa quanto bisogno ci sia in questi vostri tempi di nuove sue testimonianze. Lei lo sa Don Franco, con la sua bella intuizione che le viene dalla purezza del suo spirito e anche per grazia.

Io pregavo per i consacrati, ma Lei non ha bisogno di queste mie preghiere. Lei è molto nel giusto e Gesù sorride.

Dica che io sono una voce umilmente certa di Gesù perché Gesù in terra parla attraverso le sue anime ad altre anime.

Bisogna far leggere come tutte le altre voci di Dio, il poema dell’uomo Dio che è utile, molto per far meditare e amare meglio.

Grazie mio caro amico,

dal mio cielo la saluto con un eterno affetto fraterno.

Maria Valtorta

22 gennaio 1975

Tu che mi leggi, o meglio leggi i miei libri, Libri di Gesù, non miei, io Maria, ne fui l’umile strumento, e tu leggi con tanto amore e tanto interesse la storia del nostro Gesù, così lo comprenderai e lo conoscerai meglio e lo amerai meglio!

Desideravi da me un saluto, eccoti un saluto! Attraverso un’anima parlo, ogni anima che ha questa funzione: riuscire a sentire le voci è un mezzo sulla terra per dare aiuti allo spirito di tanta umanità.

Un saluto a Don Franco, il caro Don Franco, il mio araldo!

Quanto mi fa bene conoscere a voi ragazzi, voi che siete le promesse del futuro, se siete quali tu sei!

Grazie del tuo ricordo, ti seguo dal cielo quando mi pensi.

E ringrazia Gesù che ha mandato a tutti voi attraverso me, si belle e importanti parole e la sua verità. Non lette soltanto vanno le parole del cielo, ricordate e meditate sempre.

Maria Valtorta

5 febbraio 1975

Sono la donna che tanto di Gesù in Gesù scrisse. Sono stata uno dei suoi istrumenti e voi che mi conoscete e comprendete, bene lo avete compreso. Non feci i libri per la mia, per la Sua gloria!

A te che tanto mi vuoi bene, Adina cara, un saluto da quel cielo bellissimo che attraverso le parole di Gesù vedete!

Io, Maria, vi ringrazio dell’amore che portate in me, dell’amicizia che mi portate. Sono una donna come voi, ero come voi, normale e non fanatica, il mio sentire era tutto interiore.

Tu Giuliana leggimi se vuoi, ma se temi di copiare qualche pensiero divini, non farlo, anche se io so che i pensieri che vengono a te mandati sono provenienti dalla stessa fonte di luce che li mandava a me.

Non è facile portare un dono di Dio che gli uomini non comprendono, io ho tanto lottato ma ora ne ho grande ricompensa. Ada, grazie e grazie ancora, tu mi hai nel cuore.

I libri che scrissi portano conversioni perché non sono miei ma di Dio.

Io ero soltanto la scrivana, e quanta fatica facevo talvolta!

Le cose di Dio si distinguono per la pace che lasciano nell’anima.

Dove c’è Dio è l’amore, la pace dello spirito, la verità.

Vi lascio col saluto affettuoso da un cielo che brillerà anche per voi.

Maria Valtorta

4 ottobre 1976 ore 23.45

“Ho finito di soffrire ma non di amare!”

E’ pur vero, in terra si lascia la sofferenza e l’amore continua.

Sono una donna, sono un’anima!

Pensavi a me, una che ha scritto non da sola certo, voi sapete che non si scrivono certe meraviglie se non dettate da Dio!

Sono tornata ancora una volta, tu sei una come me, sai quello che io ho passato, soltanto tu che vivi in modo diverso eppur simile quella mia esperienza che è poi una grazia, comprendi i timori che anch’io ebbi.

I miei scritti furono molti, lo sai che si scrive senza fatica, quasi come se la mano fosse portata da una mano più forte che fa correre sul foglio la penna come un lieve ricamo.

Non è facile la vita di uno che ha dei doni, eppure ringraziamo per ciò che abbiamo offerto e per ciò che ci è stato dato.

Siamo per gli altri e gli altri sono noi, il mistico corpo che è un solo corpo.

Sono Maria, dianzi già mi avevi riconosciuta. Ora, le parole che io pensavo e temevo fossero per pochi, vanno avanti per molti.

Le strade del Signore sono lunghe, percorrono la terra, esaltano le anime!

Vedo te che scrivi e ti trovo tanto simile a me.

Siamo persone come le altre eppure strumenti di Dio. La tua destra è la mia, abbiamo mani simili!

Sono una donna, sono un’anima!

Ricordatevi quando mi pensate: che ho finito di soffrire ma non ho finito d’amare!

Maria Valtorta

19 settembre 1977 ore 23

Cara amica

Sono stata come te: un’anima privilegiata e così con delle pene e dei timori. Ricordati sempre quando incontrerai creature che possono sembrare come noi: se non hanno pene grandi o di spirito o di corpo, non possono essere come noi. Soltanto a chi soffre Dio dona questi privilegi:

Gesù, il nostro amato Gesù è morto in croce per salvare le anime. Salvare le anime è un nostro compito che Dio ci prepara e ci rende facile poiché lavoriamo per Lui. Così, non c’è più bisogno né di strafare né di cercare, basta essere ben disposti ad aiutare chi Lui ci manda.

Come ti capisco! I timori che hai tu anch’io li avevo. Io ero sola, tu hai un solido sostegno, un compagno che fa parte di questo privilegio e lo vive. Come vedi i miracoli di Dio sono grandi.

Quel foglietto doveva essere tuo.

Questo è il nostro compito: salvare le anime!

Non sempre è facile, troverai persone curiose, altre che ameranno sentire e saranno entusiaste ma non cambieranno il loro modo di vivere, ma troverai persone dall’anima viva che accetteranno e cambieranno veramente.

Noi che viviamo o abbiamo vissuto questa esperienza straordinaria non ci rendiamo conto della grandezza di tutto questo, ma ci sembra quasi cosa naturale.

Anch’io sono stata come te, credi, non immaginarmi santa, sono nella gloria e sono felice, ma non ero santa nel senso in cui si immaginano i santi. Ero normalissima, come te.

Ringrazia Dio per averti ritenuta degna di un sì grande compito, non puoi sapere neppure tu quanto è grande.

Quelle parole: ‘salvare le anime’, sono proprio per te, e sono la sintesi del compito più bello che si possa avere durante il tempo della vita in terra.

Il mio angelo sorride al tuo nella comunione degli spiriti, con noi ci sono sempre i nostri angeli.

Maria Valtorta

9 settembre 1979

Quando il mio Gesù, il vostro Gesù mi parlava di voi suore, desiderava fossero e così ora desidera sante! Vi desidera come voi siete: nate con la vocazione o con la vocazione nata in voi per la chiamata dal cielo: Sorelle care, date tutto di voi stesse al nostro Gesù, siete angeli della terra quando fate per amore, e l’amore fa fare grandi cose poiché l’amore è Dio e chi fa in Dio molto molto può operare…

Sorelle care, io ho finito di soffrire e ho iniziata quella vita dello spirito che tante volte il mio Gesù mi aveva promessa.

E, allora cos’è quella sofferenza della carne? Ora è scordata e la mia anima vive e vibra nella felicità.

Voi care sorelle siete tanto importanti nella vostra umiltà, avete dei compiti grandi da fare sempre nel silenzio con fede, con forza, con pazienza.

Tutte vi sto guardando, in Dio vi guardo con l’invisibile filo che Gesù dice: lega gli uni agli altri. l’amore.

L’amore è invisibile ma si sente, si afferra con lo spirito.

Voi mi conoscete in parte, per ciò che ho scritto come mezzo, come creatura? Una donna con pregi, con difetti, con impazienza, con carità…

Esseri umani: nulla o tutto a seconda si viva: o senza Dio o con Dio.

Un nulla con Dio può diventare molto, tutto, senza Dio nessuna intelligenza vale poiché viene usata male.

Ciò che fanno studiosi e scienziati atei, le loro invenzioni?

Mai hanno portato al bene ma portano alla distruzione.

Amiche, sorelle mie, questi sono pensieri, considerazioni da anima ad anima!

Sono scesa chiamata dal vostro desiderio o preghiera.

Vi conosco, mi conoscete, una donna un’anima…

Le mie parole non erano mie, venute da Dio sono anche vostre, sono per chi leggendo ama Dio di più, viva quella verità che Gesù ha portato, vede Maria nel suo vero modo di essere stata: meravigliosa!

E tutto quello che Gesù mi mostrava è tutto vero, ora ve lo posso confermare.

Sorelle care, voi tutte qui presenti siete come Gesù vuole.

E io, umilmente e con affetto di sorella vi abbraccio.

Maria Valtorta

25 febbraio 1980

Mia cara!

Ti comprendo perché tu vivi la mia stessa esperienza in modo diverso come prova, come modo di vivere e in modo uguale come spiritualità.

A te allora non deve stupire la mia voce amica, Dio ti aiuta anche attraverso le mie parole.

Io ero a letto, curata da Marta, tu sei sana, le tue stigmate sono nel tuo spirito e anche a te Gesù ti ha data una difesa: di me si occupò Marta, di te si occupa Luigi.

Noi siamo fragili, siamo fuori da ciò che è la vita comune e anche questo in modo diverso, io stavo a casa, tu vedi molta gente ma sei egualmente indifesa: noi conosciamo meglio il nostro Gesù di quanto possiamo conoscere il prossimo.

E per noi esiste, (io ora sono al di là, ma dico noi in quanto sono stata come tu sei) un pudore dell’anima che nessuno comprende e con pena facciamo conoscere ciò che avviene alla nostra anima che il nostro compito è convertire!

Ogni volta che venivo scrutata o osservata o interrogata mi innervosivo e così dicevano che avevo un carattere duro…

E tu sai cosa significa essere interrogata sapendo che chi ci interroga non crede in noi e cerca di farci cascare…

Tu sei difesa da Luigi in terra ed è necessario, da Armando, dagli Angeli; e difenditi anche umanamente, non lasciarti mai impietosire alle domande sciocche, non chiamare, attendi di essere chiamata.

Puoi pregare o possono pregare se desiderano un aiuto o delle parole dal cielo, ma non devono tormentare chi le riceve, né trattarla come una creatura diversa dalle altre.

Non siamo diverse dalle altre persone! Abbiamo un dono in più e basta.

Tu hai un’amica in me, tu continui un poco la mia storia, l’una conferma la verità dell’altra, io ho finito il mio compito, tu lo hai iniziato, Gesù mi ha dato Marta, Gesù ti ha dato Luigi: Egli ti chiede molto per darti un dono e dopo ti aiuta molto. Assieme alla tua Marta maschio con cuore da amica vera ti abbraccio.

Maria Valtorta

24 febbraio 1984

Cari,

questo è un richiamo di amore, pensarmi, mandarmi i raggi dei vostri sentimenti è unirmi a voi in questa dolcissima Comunione dei Santi.

Sono stata una donna come le altre, con quel dono che voi conoscete e che fu per me e per voi.

Ora vivo in questo meraviglioso giardino ma i ricordi dei miei giorni tornano spesso al mio pensiero.

I miei scritti a volte prolissi nelle descrizioni, ma, perdonatemi: sono stata una donna come le altre, con una cultura non troppo profonda, sentivo di scrivere così e altro non avrei potuto fare, ma, essendo quegli scritti opera di Dio, hanno portati quei frutti che Dio voleva portassero in molte anime.

Siamo uniti (misteriosamente per voi) da cielo e terra in una unione spirituale in una fraternità, in un conoscerci e riconoscerci.

Quel pensiero vostro che mi ha raggiunta è forse preghiera a Dio e io un tramite ora da terra a Cielo e quando ero in vita terrena ero tramite da Dio a voi così come ora fai tu Giuliana.

In ogni tempo gli istrumenti per quel tempo, alimenti per le anime anelanti verità e respiro dello spirito.

E per voi ora descrivo e forse sono prolissa… Descrivo ciò che vedo nella vostra casa in questo momento: vedo voi e i vostri angeli che per me prendono volto umano affinché io li possa conoscere. Rina cara: il tuo angelo si chiama Albis…

Vedo Gesù che pesante in mezzo a voi guarda tutti voi con quello sguardo amoroso che ebbe sempre verso l’umanità.

E vedo le luci che mandano le vostre anime.

In questa unione, e con tanta dolcezza vi posso allora lasciare con Gesù e gli angeli e col mio affetto di sorella e anima.

Maria Valtorta

23 marzo 1985

Se tutto l’amore di Gesù si potesse vedere in terra, voi vedreste ogni meraviglia.

Io ho vissuta una particolare vita e ora ritrovo i miei dolori cambiati in felicità.

Dio si manifesta attraverso le sue creature e per confermare una verità tanto combattuta.

E voi siate suoi strumenti di difesa. Non temete di non saper dire ciò che sentite, ciò che voi credete! Quando si difende Gesù, quando si difende la Fede, ecco che Gesù aiuta, e aiuta ed ispira il Suo spirito consolatore.

Fatevi semplicemente porte aperte, cuori aperti! Entrerà in voi quella sapienza che sarà adatta a quel momento.

Non è facile difendere la Verità ma è il compito più bello. Voi mi conoscete come anima e come amica allora. Questo sentimento che ci unisce è universale amore, è amore in Dio che ci rende fratelli.

E’ questa una prova, un’altra prova di verità.

Come potrebbe non esistere Dio se manda questi sentimenti che si captano che sono sensibili allo spirito e che rendono sereni?

Il pensiero di poter fare per Lui, Dio, Gesù è un pensiero che deve essere sempre più forte in voi.

Vi aiuterò amici cari, voi che amate i Suoi dettati, i miei scritti!

Fui soltanto l’esecutrice di un compito grandissimo, un dono che alleviava le mie pene, e le mie pene offerte a Lui! Gesù le raccoglieva e me le porgeva come fiori!

Amici miei, sono vicina a voi, sorella del vostro spirito, sorella nello spirito!

Voi comprendete, siete anime aperte! E allora io felice di questa unione dall’invisibile al visibile, posso mandarvi il mio affetto, il mio sorriso! E voi sapete che il sorriso di un’anima felice rende sereni gli spiriti ai quali è rivolto.

La mia vita fu intensa proprio per i doni al mio spirito. E’ questa la vita!

Vita intensa nello spirito! E le cose della terra allora prendono ai vostri occhi la loro vera realtà: valgono per il tempo e nulla più!

Nulla più! Le cose del cielo affascinano coloro che hanno lo spirito volto al cielo, che captano l’amore di Dio e l’amore di tutti i viventi. Noi i viventi!

Noi che preghiamo per le vostre anime e già godiamo la gioia dei nostri incontri.

Vi ringrazio, voi mi pensate e io vi sorrido e in Dio abbraccio l’anima. Voi, presenti in questa casa! Per voi prego, per i vostri compiti. A Dio porgo l’amore, anche il vostro col mio!

Ho finito di soffrire e ho continuato ad amare!

Maria Valtorta

15 febbraio 1989

Sono sempre io, Maria il piccolo Giovanni…

Ho finito di soffrire in terra per essere felice per sempre, non ho finito di amare.

L’amore continua, cresce, si mostra sotto bellissime forme in questo mondo di luce.

La mia vita non è stata inutile, quelle parole dettate al mio spirito, quelle visioni… Verità che confermo e saranno più utili nel tempo.

Dio non fa nulla che vada perduto. Dio chiede la carità, l’amore.

E nel far conoscere la verità si ama. Si ama il prossimo e lo si converte con l’aiuto divino.

Miei cari, la vostra visita non è andata bene… Io vi rendo così la visita. Le mie spoglie… Io vengo col mio spirito!

E tutta la mia vita terrena ora mi pare un sogno e per ciò che ho avuto e potuto dare, e mi pare un incubo per le sofferenze che tuttavia servono, sono a farci crescere nello spirito, servono a formarci: servono come scale.

Le profezie si avverano, come e quando non si può dire…

Si vedono i segni dei tempi da tante chiare dimostrazioni e occorre pregare. Secondo il carattere, secondo il proprio temperamento, avere sempre presente Dio nello spirito.

E ora che vivo ciò che mi è stato promesso, vi posso dire che tutto è meraviglioso, non si può descrivere.

Il sogno è ben più grande di quella realtà o è la realtà più grande del sogno.

Un saluto e un abbraccio dell’anima e come vi capisco! Le anime privilegiate sono anche provate ma la gioia di avere cose del Cielo è grandissima, e ciò che accade sembra normale perché si penetra l’eternità per far conoscere, si assumono in se stessi verità che non si sa di conoscere.

Quanti misteri e dopo com’è bello capire, vedere, conoscere la Verità.

La luce che ci avvolge è chiarissima a voi un raggio che illumini la vostra vita! A te perché sacerdote e grande è la responsabilità della tua vita e delle tue azioni: eccoti il tuo raggio!

A te che scrivi e ascolti le voci che il tuo raggio ti sia sempre di sprone, a te che la segui e sei la sua voce, a voi che desiderate essere sempre migliori: eccovi il vostro raggio.

Con voi, col mio affetto, con la grazia e la gioia.

Maria Valtorta